| _2008,
anno da record Nell'anno del record di
turisti in Piemonte, calano lievemente i pernottamenti nel Cuneese anche se aumentano
gli arrivi in tutta la provincia Granda Erano state 11 milioni nel 2006, anno
dei Giochi Olimpici Invernali di Torino, e nel 2008, a due anni dall’evento, le
presenze turistiche in Piemonte hanno superato il record olimpico, segnando il
miglior risultato di tutti i tempi. 11,5 milioni di pernottamenti, in crescita
del 12,1% sul 2007, e circa 3,5 milioni di arrivi con un incremento del 3,7% sullo
scorso anno.
Anche il primo trimestre 2009, dall’indagine condotta in
collaborazione con l’Isnart su circa mille strutture ricettive regionali, mostra
segnali positivi, con un’ottima montagna invernale che ha garantito una media
di occupazione delle camere al 50%. Una media salita fino al 65% nel periodo natalizio,
a cavallo tra 2008-2009, con picchi negli hotel a 4 stelle del 91% e le ottime
performance delle Montagne Olimpiche (77% di occupazione camere) e della Valsesia
(88%).
È quanto emerge dai dati dell’Assessorato al Turismo della Regione,
elaborati da Sviluppo Piemonte Turismo, sulla base delle informazioni raccolte
attraverso le otto Province del territorio e i dati ufficiali dell’Istat. Una
crescita, quella del turismo in Piemonte, che non si è mai arrestata e che lo
ha portato, dal 2000 a oggi, a incrementare i suoi flussi turistici del +42,9%
per le presenze e del +37,3% per gli arrivi, con un trend che vede questa regione
crescere più in fretta della media nazionale. La ricettività in termini di
esercizi è cresciuta di oltre il +65% dal 2000 al 2007 (da 2.799 a 4.719). Solo
del 2,2%, invece, l’incremento nel 2008 (4.823 in tutto con un totale di 181.505
posti letto). A parità, quasi, di ricettività rispetto al 2007, l’incremento dei
flussi indica, quindi, una maggiore occupazione dei letti, lo scorso anno, su
tutto il territorio. Il picco degli arrivi si è registrato in estate,
nel mese di luglio, seguito da un ottimo maggio, segno di un consolidamento della
destinazione come meta di short break e di eventi di interesse. Tra i 4 macro-prodotti
su cui si fonda il Piano Strategico del Turismo, la migliore performance è stata
quella della Montagna. La stagione estiva ha registrato il miglior risultato
degli anni 2000, con oltre 1 milione 600mila presenze. La stagione invernale
ha registrato una crescita delle presenze del +28%, contando, quasi, 1 milione
e mezzo di presenze totali e una permanenza media di una settimana. Più della
metà dei turisti coinvolti nell’indagine di Customer Satisfaction (fonte Omero
2007) ha dichiarato di essere in Piemonte per la prima volta e il 72% ha manifestato
un’alta propensione a tornare.
I turisti invernali arrivano prevalentemente
con amici e per fare sport, convinti, in ordine di scelta, dalla bellezza della
destinazione, dalla qualità degli alberghi, dal buon rapporto qualità prezzo e
dalla qualità del comprensorio. A seguire la Città di Torino con la sua area
metropolitana, che si conferma destinazione emergente con la crescita, sullo scorso
anno, del +22% delle presenze e del +7,8% degli arrivi. A trainare il trend positivo
è in particolare il mercato domestico. Il turismo leisure, in base ai mesi,
rappresenta tra il 35-50% delle presenze totali.
In generale a motivare
il viaggio è la “vacanzarelax”, gli affari, o una visita ad amici o parenti. La
permanenza media è di 2 o 3 giorni con l’82% di propensione al ritorno, grazie
a qualità degli alberghi, bellezza della destinazione e qualità di accoglienza
e informazioni. Anche per le Colline, nel 2008, crescono gli arrivi del +5,4%
e le presenze del +6,8%. La crescita è dovuta sia al turismo italiano che
estero e quest’ultimo, che vale il 43% delle presenze totali, aumenta rispetto
all’anno precedente del +6,9% per gli arrivi e del +10% per le presenze, con in
testa Germania, Svizzera e Benelux.
La permanenza media è di un week-end,
con l’85% di propensione al ritorno. In vacanza con la famiglia o amici, il turista
arriva nelle colline per “vacanzarelax”, cultura ed enogastronomia, apprezzando
bellezza della destinazione, qualità degli alberghi e l’offerta enogastronomica.
In lieve flessione, invece, i Laghi: a causa del maltempo, l’estate evidenzia
un calo del -4,3% registrando, comunque, il secondo miglior risultato degli anni
duemila con 2.408.876 presenze. La flessione è dovuta, principalmente, al
calo del mercato estero, il 73,5% delle presenze dei laghi. In particolare
contrazione sia negli arrivi che nelle presenze dalla Germania, mentre crescono
del +4,6% le presenze del BeNeLux e del 2,5% quelle della Francia. In aumento,
anche, il mercato italiano (+6%).
Lo sguardo sulle singole ATL (Agenzie
turistiche locali) mostra una crescita rilevante di Torino e Provincia (+34,44%
e 5.272.428 presenze; +8,9% e 1.482.822 arrivi), a seguire Alessandria-Alexala
(quasi +8% e 594.246 presenze; +9,11% e 260.866 arrivi), Biella ( +6,7% e 234.133
presenze; +2,8% e 75.880 arrivi), Asti (+6% e 242.231 presenze; +0,76% e 96.171
arrivi), Langhe e Roero (+5,7% e 468.144 presenze;+3,15% e 201.571 arrivi).
Crescono,
invece, gli arrivi, ma si abbassano i giorni di pernottamento per Valsesia e Vercelli
(+9,3% e 79.403 arrivi, -2,84% e 316.239 presenze), Novara (+0,6% e 162.352 arrivi,
-0,8% e 370.943 presenze), Cuneo (+0,5% e 263.708 arrivi, -1,76% e 904.642 presenze).
Caso a sé il Distretto Turistico dei Laghi che, a causa delle condizioni climatiche
estive, ha subito una flessione annuale del -4% degli arrivi (853.470) e del -5,26%
delle presenze (3.157.860). Da uno sguardo sui principali mercati cresce il turismo
di prossimità, sia regionale che nazionale ed internazionale, come conseguenza
della congiuntura economica. La quota del mercato domestico rappresenta il
65% delle presenze, trainata dal turismo interno e dall’aumento di flussi dal
Lazio, Lombardia e Veneto. Ad eccezione delle Colline, in flessione i mercati
esteri tradizionali come la Germania (che si conferma, comunque, il primo mercato
estero, 24% del totale straniero), Regno Unito, Austria e Svizzera. Trend
positivo, invece, per il turismo francese (+2,9% di presenze) e dal BeNeLux (+2,7%
di presenze). Fra i mercati emergenti la Cina sale al 12° posto. Infine, a
determinare la scelta della meta si conferma, ancora una volta, il passaparola,
mentre continua a crescere l’uso di internet.
In un momento economico
difficile a livello mondiale, il turismo piemontese si dimostra un segmento della
nostra economia regionale sano e in crescita. Il 2008 è dunque il vero anno
del bilancio post-olimpico. Un bilancio fortemente positivo che ci incoraggia
a proseguire sulla strada intrapresa, mettendo in campo misure specifiche per
sostenere il settore in questo momento di crisi internazionale. Da una parte
il sostegno all’imprenditoria con altri 19 milioni di euro nel 2009, e dall’altra
sostegno ai prodotti con un focus particolare sui mercati più vicini sia a livello
regionale, che extra regionale e internazionale. A breve lanceremo, infatti,
una campagna turistica di prossimità per promuovere pacchetti, studiati insieme
agli operatori del territorio, che, punteranno non su prezzi più bassi, ma su
un miglior rapporto qualità-prezzo, offrendo, ad esempio, per le famiglie il posto
letto gratuito per i bambini al di sotto dei 12 anni.. Per maggiori informazioni
visita le seguenti risorse web: - Sviluppo
Piemonte Turismo - Osservatorio
sul Turismo della Regione Piemonte - Regione
Piemonte - Area Turismo Tratto
da: Regione Piemonte, marzo 2009
Le destinazioni. Chi sale, chi scende, chi sorprende
Osservando
i numeri assoluti della classifica delle aree forti del turismo piemontese, i
primi posti riservano alcune sorprese: balza al comando l’Area Metropolitana torinese,
che con 3.302.689 presenze, registra la crescita record del 25,50%, e costituisce
uno dei principali motivi di soddisfazione del 2005. I Laghi (2.858.787 presenze
e 800.724 arrivi nel 2005) passano al secondo posto, ma tornano a crescere dopo
la lieve flessione del 2004 (+0,48% presenze). In terza posizione, con 1.206.754
presenze e la crescita significativa del 16,40%, si confermano le Montagne Olimpiche,
che sono anche la destinazione con il tempo di permanenza più elevato: 4,5 giorni.
Cuneo difende il quarto posto, invertendo la tendenza degli ultimi anni e registrando
una crescita sulle presenze del +2,92%; quinta Alessandria, nonostante la lieve
flessione dell’1,88%; altro anno da incorniciare per le blasonate Langhe e Roero
che passano in sesta posizione con una crescita dell’+11,33%; si conferma al settimo
posto Novara, che cresce del 2,40%. Scivolano in ottava posizione Vercelli
e Valsesia che registrano una flessione del 6,65%; al nono posto il Canavese e
Valli di Lanzo, con un +2,01%; decima Biella, che dopo la crescita degli ultimi
anni perde il 7,74%. Chiudere la classifica Asti, che con un –1,46%, non riesce
a superare le 200.000 presenze.
I flussi turistici in Piemonte nel 2005
| ATL |
Totale Arrivi |
% Arrivi sul totale
regionale | Differenza
rispetto 2004 | Differenza
% rispetto 2004 |
| Area Metropolitana di Torino |
1.227.292
| 37,31% |
328.57
3 | 36,56
% | | Valle di Susa e Pinerolese |
264.246
| 8,03% |
32.128
| 13,84% |
| Canavese e Valli di Lanzo |
93.076
| 2,83%
| 14.366
| 18,25% |
| Biella | 72.554
| 2,21% |
-1.644
| -2,22%
| | Valsesia e Vercelli |
66.324
| 2,02%
| 1.509 |
2,33% |
| Distretto turistico dei Laghi |
800.724
| 24,34% |
-
11.241 | -1,38% |
| Novara | 112.987
| 3,43%
| 23.816
| 26,71
% | | Langhe
e Roero | 137.215
| 4,17% |
9.287
| 7,26% |
| Cuneo | 227.434
| 9,91%
| 3.386
| 1,51% |
| Alexala | 203.504
| 6,19%
| 15.869
| 8,46% |
| Asti | 84.042
| 2,55%
| 707 |
0,85% |
| ATL |
Totale
Presenze | %
Presenze sul totale regionale |
Differenza rispetto
2004 |
Differenza % rispetto 2004 | Area
Metropolitana di Torino | 3.302.689 |
32,35% |
670.971 | 25,50% |
| Valle di Susa e Pinerolese |
1.206.754
| 11,82
% | 170.008 |
16,40
% | | Canavese e Valli
di Lanzo | 274.956
| 2,69%
| 5.418
| 2,01% |
| Biella | 223.877
| 2,19% |
- 18.794 | -
7,74% | | Valsesia e Vercelli |
286.026
| 2,80%
| -
20.361 | -
6,65% | | Distretto turistico
dei Laghi | 2.858.787
| 28,00% |
13.710
| 0,48% |
| Novara | 293.527
| 2,88%
| 6.885
| 2,40% |
| Langhe e Roero |
294.729
| 2,89% |
30.002 |
11,33% |
| Cuneo | 779.209
| 7,63% |
22.104 |
2,92% |
| Alexala | 498.918
| 4,89%
| -9.547
| -
1,88% | | Asti |
189.718
| 1,86%
| -2.804
| -1,46% |
Tratto
da: PiemonteInforma, 23 maggio
2006
Aumentano i turisti italiani, boom di turisti stranieri.
Continua
a crescere il numero degli italiani incuriositi dal Piemonte olimpico: 5.748.813
presenze nel 2005, pari al 56,31% del totale, contro le 5.309.511 del 2004, corrispondenti
al 56,84%, con una crescita assoluta di 439.302 presenze. Cresce leggermente
il numero dei piemontesi che decidono di dormire almeno una notte fuori casa alla
scoperta della propria regione (il 25,16% delle presenze italiane), seguiti dai
lombardi (23,93%), che balzano al primo posto per quanto riguarda gli arrivi (410.209
arrivi contro i 358.770 piemontesi). In terza posizione i liguri (7,15%);
al quarto posto i laziali con il 6,08% e quinta posizione per la Campania (5,13%
del totale). Buona crescita dei turisti stranieri, che con 4.460.377 presenze
costituiscono il 43,69% del movimento complessivo del 2005, con un aumento di
428.290 presenze rispetto ai 4.032.087 del 2004 (43,16%). Crescono i numeri
e si modifica leggermente la classifica di gradimento: al primo posto si confermano
i tedeschi, che rappresentano il 9,61% del movimento turistico totale in Piemonte
con 981.551 presenze, nonostante un calo del 12,47%; tornano al secondo posto
gli inglesi che coprono il 5,21% del totale con 531.647 presenze (+11,45%); seguiti
dagli olandesi (4,69% del totale); e dai francesi (4,36%). Gli americani
con 303.099 presenze (2,97% del totale) e una crescita del +53,16% superano gli
svizzeri (299.899; 2,94% del totale). Crescono significativamente anche l’Austria
(+43,99%) e la Spagna (+21,03%), e si registra una grande impennata del Giappone
(con 69.078 presenze registra una crescita del 53,97%). Quali sono le mete
preferite dai turisti internazionali? Gli svedesi mettono al primo posto
l’area metropolitana di Torino, seguita dal Distretto turistico dei Laghi, che
è la meta preferita da tutti gli altri, in particolare dei tedeschi. Per
i francesi al secondo posto c’è Torino, seguita dalle Montagne Olimpiche e da
Cuneo; equilibrio invertito per i britannici, che prediligono le settimane bianche
in montagna al capoluogo; per gli svizzeri al secondo posto Langhe e Roero; per
gli statunitensi a caccia d’arte e musei, Torino. La capacità ricettiva del
Piemonte continua a crescere considerevolmente. I 4.032 esercizi ricettivi
del 2005 rappresentano un aumento del 12,28% rispetto ai 3.591 del 2004. I posti
letto messi a disposizione dei turisti sono passati dai 152.195 del 2004 ai 161.883
del 2005, con una crescita del 6,37%. Se si prende in considerazione il medio
periodo, dal 2000 al 2005 la capacità ricettiva del Piemonte è cresciuta del 14,92%.
Continua la crescita per numero di strutture degli hotel a cinque stelle,
passati da 4 a 5 a dicembre 2005 (oggi sono 7, con un aumento del 42,85%); i bed
and breakfast sono saliti dai 70 del 2000 ai 687 di oggi con un exploit del 881,43%
e gli agriturismi dai 294 del 2000 ai 6.421 del 2005 (+2084,01%). Discorso
analogo se guardiamo al numero di posti letto: ancora in forte contrazione nelle
strutture modeste ad una e due stelle (-16%), in crescita del 35,8% nei quattro
stelle, del 216,6% nei cinque stelle, del 62,3% negli agriturismi e addirittura
dell’819,7% nei bed and breakfast, passando dai 239 del 2000 ai 3126 del 2005
(erano 2.198 nel 2004). Nel favore dei turisti che vengono in Piemonte,
nel 2005 cresce maggiormente la scelta del comparto alberghiero, che registra
un +9,76%, rispetto al settore extraalberghiero, dove le presenze crescono dell’8,28%.
Quali sono le strutture preferite dai turisti per il loro soggiorno in Piemonte?
Confermano il primo posto indiscusso gli alberghi a 3 stelle (32,5%), seguiti
dai 4 e 5 stelle in crescita (21,4%) e dai campeggi ancora in ribasso (14,9%).
Le preferenze poi variano a seconda della provenienza. Gli italiani si confermano
estimatori dei 3 stelle (34,65%), ma sono in crescita i 4-5 stelle (17,33%), che
staccano i campeggi (11,17%). I turisti Usa preferiscono nel 54,67% dei casi
i comodi 4-5 stelle, ma non disdegnano i 3 stelle (28,74%). Nonostante il
calo generale, i campeggi si confermano le strutture predilette da olandesi (69,4%!)
e dai tedeschi (37,93%), che però apprezzano anche gli hotel 3 stelle (27,11%).
Tre stelle ancora primi per i francesi (45,1%), che gettonano anche i 4-5
stelle (26,72%); 4-5 stelle confermano il gradimento dei britannici (42,33%).
La
classifica delle Atl piemontesi per presenze turistiche
| Classifica
2005 | Classifica
2004 | | Distretto
turistico dei Laghi | 1 |
1 | | Area
Metropolitana di Torino | 2 |
2 | | Valle
di Susa e Pinerolese | 3 |
3 | | Cuneo |
4 | 4 |
| Alexala |
5 | 5 |
| Valsesia e Vercelli |
6 | 8 |
| Novara |
7 | 7 |
| Canavese e Valli di Lanzo |
8 |
9 | | Langhe
e Roero | 9 |
6 | | Biella |
10 | 10
| | Asti |
11 | 11 |
I posti
letto in Piemonte
| 2001
| 2002 |
2003 |
2004 |
2005 |
| Alberghiero |
66.150 | 67.588 |
68.732 | 70.632 |
73.536 | | Extraalberghiero |
77.833 | 78.694 |
79.270 | 81.563 |
88.347 | | Complessivo |
143.983 |
146.282 | 148.002 |
152.195 | 161.883 |
Tratto
da: PiemonteInforma, 23 maggio 2006

La top twenty delle località turistiche piemontesi
Torino in vetta, Lago da podio Anche
nel 2004 la città di Torino si conferma la capitale del turismo piemontese, sfondando
il tetto dei 2 milioni (2.007.898 presenze totali). Ma è il Lago Maggiore ad assicurarsi
il bottino più cospicuo, con quattro località nei primi cinque posti (seconda
Verbania, terza Stresa, poi Baveno e Cannobio): cittadine lacustri che prese insieme
totalizzano ben 1.693.129 presenze. Seguono, a scendere nella top ten, Sestrière,
che supera Novara, settima, Acqui Terme, nuova entrata, Dormelletto, che mantiene
la nona piazza e la sorprendente Bardonecchia.
Nuovi
equilibri in Montagna Grazie alla buona stagione estiva del 2004
e all’incremento di turisti stranieri, le capitali della montagna piemontese insidiano
le posizioni di testa della classifica. Prima piazza per Sestrière (balzata al
6° posto con 247.255 presenze), seguita da Bardonecchia che guadagna la 10a posizione
(150.838). Scivolone per Sauze d’Oulx, che slitta in 12a con 129.409 presenze
(con una perdita di 20.817), e vero e proprio crollo per Limone Piemonte, che
esce dalla Top Twenty. Va tuttavia tenuto conto che la classifica valuta
solo la ricettività alberghiera ed extraalberghiera e non considera le seconde
case, fondamentali nell’economia turistica e nel movimento di quasi tutte queste
località.
Piemonte: toccata senza fuga Cresce il tempo medio di permanenza
in tutta la regione, salendo a 3,25 giorni medi di permanenza. La località
turistica piemontese più «stanziale» - ossia quella dove i turisti si fermano
di più - è Vercelli, con 8,56 giorni, seguita dal centro termale di Acqui Terme,
con 7,60 giorni. Difende il podio Cannero Riviera, 3a con 6,42 giorni. Sopra
i 5 giorni la 2 permanenza media sulle Montagne Olimpiche: Sauze d’Oulx (5,93),
Sestriere (5,56) e Bardonecchia (5,01). Supera di poco i 3 giorni la permanenza
media a Torino, più alta quella sui Laghi, con i 4,59 giorni di Verbania o i 4,45
di Cannobio, con l’eccezione di Stresa in cui la media è abbassata dalla breve
durata degli appuntamenti congressuali e convegnistici.
Non solo il cibo attira lo straniero Nel
rapporto di forza fra turisti italiani e stranieri, la località più internazionale
del Piemonte si rivela sorprendentemente Cannobio, la cui posizione frontaliera
favorisce lo straordinario confronto di 8.291 presenze italiane nel 2004 a fronte
di 258.906 stranieri. In genere tutte le località dei Laghi presentano una
forte preponderanza di turisti internazionali rispetto agli italiani: Verbania,
Stresa, Baveno, Cannero Riviera, Orta San Giulio. Un fenomeno che si verifica
però anche a Sauze d’Oulx, amatissima soprattutto dagli inglesi e nella capitale
dell’enogastronomia, Alba (16°), preferita da 60.109 stranieri (soprattutto svizzeri
e tedeschi) contro 46.758 italiani, anche se la forbice si è ridotta rispetto
al 2003.
Sorprese e outsider A sorpresa, si collocano
fra le località con maggiore movimento turistico due località in provincia di
Novara: Dormelletto (mantiene la 9a posizione) e Castelletto sopra Ticino (pur
scivolando in 15a), che grazie a grandi campeggi da oltre 2.000 posti garantiscono
una valvola di sfogo alla ricettività extraalberghiera al servizio della vicina
area dei Laghi. I capoluoghi vedono Torino 1a e Verbania 2a, perdono una posizione
Novara (7°) e Cuneo (11°), Biella risale di due (16°), Alessandria di una (17°),
tallonata da Vercelli (18°). Assenti illustri Asti, Ivrea, Pinerolo, Casale
Monferrato, Bra, Saluzzo, Mondovì, Novi Ligure e i popolosi Comuni della cintura
torinese, eccezion fatta per Moncalieri, new entry al 20° posto.
C’è
chi scende, c’è chi sale Rispetto al 2003, crollano Limone Piemonte
e Arona, che escono dalla Top Twenty, perde terreno Sauze d’Oulx con il preoccupante
–20.817, Stresa continua a calare (–5.323), toccata dalla crisi del turismo congressuale
e d’affari. Lieve calo anche per Cannero Riviera, Alba e Orta San Giulio.
Segno positivo, invece, per Torino, che registra una crescita record di +207.691
presenze, Cannobio, Baveno, Cuneo, Dormelletto e soprattutto per alcune località
montane: Bardonecchia con +25.734 e Sestrière con l’ottimo +72.437. Tratto
da: PiemonteInforma, giugno 2005

L’afa riscalda
L’estate
non poteva cominciare meglio. Le ultime due settimane di temperature roventi hanno
fatto soffrire tutti, ma non gli albergatori, ben consapevoli che, da sempre,
qualche giorno di caldo torrido rappresenta la premessa migliore per una stagione
turistica con i fiocchi. Proprio come due anni fa, quando un giugno insopportabile
aveva convinto decine di migliaia di famiglie a programmare vacanze last minute,
spingendo a livelli record i flussi verso le destinazioni in quota. Negli
ultimi giorni il copione si è puntualmente ripetuto: «In poche ore ho riempito
tutto l’hotel fino al 30 luglio» recitava una e-mail inviata la settimana scorsa
all’Atl Montagnedoc da un albergatore di Bardonecchia, e la medesima scena — osservano
gli operatori — si sta replicando in Valle d’Aosta e nel distretto dei laghi,
nel Nord del Piemonte. Morale: l’obiettivo di fine stagione è quello di correggere
al rialzo i flussi del 2004. Termometro a parte, nell’eterogeneo Nord-Ovest
del turismo si nascondono, com’è nelle cose, luci e ombre. Il sole splende
anzitutto sulle montagne e sulle città d’arte, pronte, per esempio, ad approfittare
degli appuntamenti di Genova 2004 capitale della cultura (715.014 arrivi e 1,533
milioni di presenze, rispettivamente +15,43 e +9,19% sul 2003) o, nel Torinese,
del pre-volano olimpico, che nel 2004 ha attirato sotto la Mole 644.087 turisti
per 2 milioni di presenze, con un doppio progresso (+7,1 e +14,6 per cento) sull’anno
precedente. Più complessa è stata fino ad oggi la situazione tra laghi e distretti
rurali, dove si sta pagando il prezzo della crisi tedesca ed è in corso un delicato
riposizionamento su nuovi mercati, a partire dal Nord-Europa e fino agli Stati
Uniti. Lo stesso problema, ma in proporzioni più accentuate si è riscontrato
in Liguria, dove alla riduzione dei tradizionali flussi provenienti dalla Germania
si è unita la flessione di arrivi e presenze degli italiani. E proprio la
crisi del mare ha finito per prevalere e cancellare il trend positivo riscontrato
nelle altre parti del Nord-Ovest: negli ultimi quattro anni la macro-area ha fatto
i conti con una doppia flessione a livello di presenze, sia tra gli italiani (-3,82%)
che tra gli stranieri (-5,30%); unica soddisfazione dagli arrivi dei connazionali
(+2,23), mentre da oltreconfine si è registrato un calo dell’1,89 per cento.
A ben guardare la crisi è quasi tutta concentrata in Liguria, dove in un q uadriennio
si sono perse quasi 700 mila pernottamenti. E l’estate in corso? Per quanto riguarda
il solo mercato domestico, il check up effettuato da Unioncamere e Isnart un paio
di settimane fa parlava di 1.130.111 prenotazioni concentrate sul Nord-Ovest per
il periodo giugno-settembre, di cui 784.141 in Liguria, 254.648 in Piemonte e
91.322 in Valle d’Aosta. 
Ma poi è arrivato il caldo, e in molti casi già si sfiora il tutto esaurito: «Ci
prepariamo — racconta Luigi Chiabrera, presidente dell’Atl Montagne doc — a una
stagione estiva migliore di quella del 2004, che già aveva confermato i dati lusinghieri
del 2003. Si tratta della premessa migliore per l’inverno olimpico, in cui metteremo
a disposizione 6mila seconde case». E Roberta Rossetti, del Centro prenotazioni
dell’Atl, conferma che «il caldo dei giorni scorsi ha velocizzato le prenotazioni.
Con una curiosità: ormai nelle nostre valli il mese di luglio è quasi più apprezzato
di agosto». Buone notizie anche dal distretto piemontese dei laghi («Spagnoli
e svedesi—afferma il presidente, Antonio Longo Dorni — stanno iniziando a produrre
volumi interessanti e soprattutto per il mese di settembre ci sono buone prospettive),
mentre tra Langhe, Monferrato e Roero l’obiettivo è «confermare i flussi del 2004—rilevano
al Servizio prenotazioni del Consorzio turistico — Tra le notizie positive, registriamo
un aumento della permanenza media e l’arrivo di austriaci, americani e scandinavi.
E chi telefona in questi giorni cerca una struttura con piscina ». Tracce
di ottimismo anche in Liguria, dove anche così si cerca di esorcizzare le ultime
annate difficili. «Nonostante la crisi — afferma Gianguido D’Amico, commissario
dell’Apt del Tigullio — le prenotazioni stanno andando abbastanza bene; gli ospiti
nordamericani hanno ormai superato i tedeschi, crescono gli arrivi di australiani.
Piuttosto siamo in ansia per gli italiani». Per il Tigullio l’obiettivo resta
quello di confermare i dati del 2004, arginando lo stillicidio degli ultimi tre
anni, contrassegnati da un calo dell’1%, lento, ma inesorabile. Clima analogo
a Ponente, dove gli stranieri «ci fanno sperare di migliorare la performance 2004,
almeno ad Alassio—rileva il commissario dell’Apt Riviera delle palme, Emanuele
Ravina — ogni località ha le sue specificità, ma notiamo un problema comune, legato
alla prima settimana di agosto: le prenotazioni spesso latitano e alle strutture
non resta che affidarsi ai last minute». Tratto
da: Il Sole 24 Ore - Nord Ovest, 6 Luglio
2005 
Un piano strategico per il turismo
Un
accurato monitoraggio degli interventi innescati dalla Lr 18/99, un check up sulla
qualità alberghiera e un rinnovato entusiasmo nella promozione del brand piemontese,
con tutte le sue specificità. Ha un piede sul freno e l’altro sull’acceleratore
il neo-assessore regionale al Turismo, Giuliana Manica, che nei giorni scorsi
ha iniziato un viaggio nei diversi distretti turistici per sondare umori e aspettative
degli operatori. «Serve un piano strategico generale — precisa — ma anche una
serie di sotto-piani per ognuna delle diverse aree. E questo vale sia per il sostegno
alle strutture ricettive sia per l’attività di promozione: finché ogni Atl agirà
per proprio conto, senza una programmazione strategica di ampio respiro, sarà
difficile fare breccia in nuovi mercati. In quest’ottica, la Regione intende riappropriarsi
del ruolo di guida politica». Dopo sei anni d’oro (296 milioni di contributi
pubblici per le strutture ricettive, 1,6 miliardi di investimenti complessivi
e oltre 12mila camere in più), sembra ormai scontato che la legge 18 (di fatto
già bloccata dai nuovi vincoli alla spesa regionale introdotti dalla Legge finanziaria
dello Stato) sarà messa da parte, ma questo non significherà automaticamente la
riduzione delle risorse regionali al settore: «Si tratterà — assicura l’assessore
— di spenderle diversamente, per azioni capaci di presentare il Piemonte come
un sistema integrato. Alla voce "promozione" per esempio, il bilancio regionale
2005 prevede una copertura di 6,8 milioni dopo i 45,2 del 2004; servono subito
risorse più consistenti, che cercheremo di trovare, almeno in parte, in sede di
assestamento». «Il tempo stringe — avverte Manica —: il volàno olimpico si
esaurirà nel 2008, non abbiamo un solo minuto da perdere». Sul versante della
promozione, il presidente regionale di Federalberghi, Ovidio Mugnai, concorda
sulla necessità di «portare per il mondo un’immagine del Piemonte con tutte le
sue ricchezze. Occorre individuare sul breve periodo nuovi mercati, a partire
dalla Cina». Per lo sviluppo della ricettività, invece, formula questa proposta:
«Conclusa la parentesi della legge 18 —dice Mugnai — convochiamo un tavolo congiunto
tra Regione, banche, Finpiemonte e albergatori, con l’obiettivo di favorire l’erogazione
di mutui a scadenza trentennale. In altri Paesi è ormai una pratica diffusa, e
anche per la nostra realtà potrebbe diventare uno strumento utile per favorire
lo sviluppo di una ricettività di qualità». «Le strade possibili sono molte —
replica Manica — e non possiamo permetterci errori. Del problema si occuperà un
apposito gruppo di studio».
Tratto
da: Il Sole 24 Ore - Nord Ovest, 6 Luglio
2005 
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