Carattere    Versioni alternative: Solo testo Alta visibilità
_Orientamento in provincia di Cuneo 9 Aprile 2009
Torna alla home page del sito _Orientamento

Vai alle Guide del sito

Vai  all'Osservatorio del lavoro e della formazione di Orientamento!Vai ai Dossier aperti di OrientamentoVai al Borsino delle professioni di Orientament!

Vai alla Guida dedicata all'impresa formativa simulataVai alla Guida dedicata al business planVai alla Guida sulla riforma del mercato del lavoroVai alla Guida sulla riforma del sistema formativo

Vai alle Mappe del sito

Entra nelle Community del sito

Vai alla sezione Navigazione del sito
Vai alla sezione Under 15Vai alla sezione Under 18Vai alla sezione Imprenditori
Vai al percorso dedicato agli insegnanti

Vai al percorso dedicato agli operatori di orientamento
Scegli tra i temi di questa Guida
Clicca per scegliere il tema_Il mercato del lavoro nella Provincia di Cuneo
Clicca per scegliere il tema_Il lavoro delle donne
Clicca per scegliere il tema_Gli infortuni
sul lavoro
  
Clicca per scegliere il tema

_L'economia in Piemonte e nella Provincia di Cuneo
  
Clicca per scegliere il tema_La competitività del Piemonte e della Provincia di Cuneo
  
Clicca per scegliere il tema_L'agricoltura piemontese
  
Clicca per scegliere il tema


_L'artigianato in Piemonte e nella Provincia di Cuneo
  
Clicca per scegliere il tema_Il turismo in Piemonte
  
Clicca per scegliere il tema


_A che punto è la scuola? L'attuazione della Riforma Moratti
  
Clicca per scegliere il tema_L'alternanza scuola lavoro
  
Clicca per scegliere il tema_L'apprendistato in Piemonte
  
Clicca per scegliere il tema_Quali insegnanti nella scuola dell'autonomia?
  
Clicca per scegliere il tema_La dispersione scolastica
  
Clicca per scegliere il tema_I master in Piemonte?
  
Clicca per scegliere il tema_Il tessuto imprenditoriale provinciale
  
Clicca per scegliere il tema_La successione d'impresa
  
Clicca per scegliere il tema

_Volontari in Piemonte

 _Il turismo in Piemonte

_:2008, anno da record

_:Le destinazioni. Chi sale, chi scende, chi sorprende

_:Aumentano i turisti italiani, boom di turisti stranieri

_:La top twenty delle località turistiche piemontesi

_:L'afa riscalda il turismo

_:Un piano strategico per il turismo

_:Cresce l'offerta turistica del Piemonte

 

_2008, anno da record

Nell'anno del record di turisti in Piemonte, calano lievemente i pernottamenti nel Cuneese anche se aumentano gli arrivi in tutta la provincia Granda Erano state 11 milioni nel 2006, anno dei Giochi Olimpici Invernali di Torino, e nel 2008, a due anni dall’evento, le presenze turistiche in Piemonte hanno superato il record olimpico, segnando il miglior risultato di tutti i tempi. 11,5 milioni di pernottamenti, in crescita del 12,1% sul 2007, e circa 3,5 milioni di arrivi con un incremento del 3,7% sullo scorso anno.

Anche il primo trimestre 2009, dall’indagine condotta in collaborazione con l’Isnart su circa mille strutture ricettive regionali, mostra segnali positivi, con un’ottima montagna invernale che ha garantito una media di occupazione delle camere al 50%. Una media salita fino al 65% nel periodo natalizio, a cavallo tra 2008-2009, con picchi negli hotel a 4 stelle del 91% e le ottime performance delle Montagne Olimpiche (77% di occupazione camere) e della Valsesia (88%).

È quanto emerge dai dati dell’Assessorato al Turismo della Regione, elaborati da Sviluppo Piemonte Turismo, sulla base delle informazioni raccolte attraverso le otto Province del territorio e i dati ufficiali dell’Istat.
Una crescita, quella del turismo in Piemonte, che non si è mai arrestata e che lo ha portato, dal 2000 a oggi, a incrementare i suoi flussi turistici del +42,9% per le presenze e del +37,3% per gli arrivi, con un trend che vede questa regione crescere più in fretta della media nazionale.
La ricettività in termini di esercizi è cresciuta di oltre il +65% dal 2000 al 2007 (da 2.799 a 4.719). Solo del 2,2%, invece, l’incremento nel 2008 (4.823 in tutto con un totale di 181.505 posti letto). A parità, quasi, di ricettività rispetto al 2007, l’incremento dei flussi indica, quindi, una maggiore occupazione dei letti, lo scorso anno, su tutto il territorio.

Il picco degli arrivi si è registrato in estate, nel mese di luglio, seguito da un ottimo maggio, segno di un consolidamento della destinazione come meta di short break e di eventi di interesse. Tra i 4 macro-prodotti su cui si fonda il Piano Strategico del Turismo, la migliore performance è stata quella della Montagna.
La stagione estiva ha registrato il miglior risultato degli anni 2000, con oltre 1 milione 600mila presenze.
La stagione invernale ha registrato una crescita delle presenze del +28%, contando, quasi, 1 milione e mezzo di presenze totali e una permanenza media di una settimana.
Più della metà dei turisti coinvolti nell’indagine di Customer Satisfaction (fonte Omero 2007) ha dichiarato di essere in Piemonte per la prima volta e il 72% ha manifestato un’alta propensione a tornare.

I turisti invernali arrivano prevalentemente con amici e per fare sport, convinti, in ordine di scelta, dalla bellezza della destinazione, dalla qualità degli alberghi, dal buon rapporto qualità prezzo e dalla qualità del comprensorio.
A seguire la Città di Torino con la sua area metropolitana, che si conferma destinazione emergente con la crescita, sullo scorso anno, del +22% delle presenze e del +7,8% degli arrivi. A trainare il trend positivo è in particolare il mercato domestico.
Il turismo leisure, in base ai mesi, rappresenta tra il 35-50% delle presenze totali.

In generale a motivare il viaggio è la “vacanzarelax”, gli affari, o una visita ad amici o parenti. La permanenza media è di 2 o 3 giorni con l’82% di propensione al ritorno, grazie a qualità degli alberghi, bellezza della destinazione e qualità di accoglienza e informazioni. Anche per le Colline, nel 2008, crescono gli arrivi del +5,4% e le presenze del +6,8%.
La crescita è dovuta sia al turismo italiano che estero e quest’ultimo, che vale il 43% delle presenze totali, aumenta rispetto all’anno precedente del +6,9% per gli arrivi e del +10% per le presenze, con in testa Germania, Svizzera e Benelux.

La permanenza media è di un week-end, con l’85% di propensione al ritorno. In vacanza con la famiglia o amici, il turista arriva nelle colline per “vacanzarelax”, cultura ed enogastronomia, apprezzando bellezza della destinazione, qualità degli alberghi e l’offerta enogastronomica. In lieve flessione, invece, i Laghi: a causa del maltempo, l’estate evidenzia un calo del -4,3% registrando, comunque, il secondo miglior risultato degli anni duemila con 2.408.876 presenze.
La flessione è dovuta, principalmente, al calo del mercato estero, il 73,5% delle presenze dei laghi.
In particolare contrazione sia negli arrivi che nelle presenze dalla Germania, mentre crescono del +4,6% le presenze del BeNeLux e del 2,5% quelle della Francia. In aumento, anche, il mercato italiano (+6%).

Lo sguardo sulle singole ATL (Agenzie turistiche locali) mostra una crescita rilevante di Torino e Provincia (+34,44% e 5.272.428 presenze; +8,9% e 1.482.822 arrivi), a seguire Alessandria-Alexala (quasi +8% e 594.246 presenze; +9,11% e 260.866 arrivi), Biella ( +6,7% e 234.133 presenze; +2,8% e 75.880 arrivi), Asti (+6% e 242.231 presenze; +0,76% e 96.171 arrivi), Langhe e Roero (+5,7% e 468.144 presenze;+3,15% e 201.571 arrivi).

Crescono, invece, gli arrivi, ma si abbassano i giorni di pernottamento per Valsesia e Vercelli (+9,3% e 79.403 arrivi, -2,84% e 316.239 presenze), Novara (+0,6% e 162.352 arrivi, -0,8% e 370.943 presenze), Cuneo (+0,5% e 263.708 arrivi, -1,76% e 904.642 presenze).

Caso a sé il Distretto Turistico dei Laghi che, a causa delle condizioni climatiche estive, ha subito una flessione annuale del -4% degli arrivi (853.470) e del -5,26% delle presenze (3.157.860). Da uno sguardo sui principali mercati cresce il turismo di prossimità, sia regionale che nazionale ed internazionale, come conseguenza della congiuntura economica.
La quota del mercato domestico rappresenta il 65% delle presenze, trainata dal turismo interno e dall’aumento di flussi dal Lazio, Lombardia e Veneto. Ad eccezione delle Colline, in flessione i mercati esteri tradizionali come la Germania (che si conferma, comunque, il primo mercato estero, 24% del totale straniero), Regno Unito, Austria e Svizzera.
Trend positivo, invece, per il turismo francese (+2,9% di presenze) e dal BeNeLux (+2,7% di presenze). Fra i mercati emergenti la Cina sale al 12° posto.
Infine, a determinare la scelta della meta si conferma, ancora una volta, il passaparola, mentre continua a crescere l’uso di internet.

In un momento economico difficile a livello mondiale, il turismo piemontese si dimostra un segmento della nostra economia regionale sano e in crescita.
Il 2008 è dunque il vero anno del bilancio post-olimpico. Un bilancio fortemente positivo che ci incoraggia a proseguire sulla strada intrapresa, mettendo in campo misure specifiche per sostenere il settore in questo momento di crisi internazionale.
Da una parte il sostegno all’imprenditoria con altri 19 milioni di euro nel 2009, e dall’altra sostegno ai prodotti con un focus particolare sui mercati più vicini sia a livello regionale, che extra regionale e internazionale.
A breve lanceremo, infatti, una campagna turistica di prossimità per promuovere pacchetti, studiati insieme agli operatori del territorio, che, punteranno non su prezzi più bassi, ma su un miglior rapporto qualità-prezzo, offrendo, ad esempio, per le famiglie il posto letto gratuito per i bambini al di sotto dei 12 anni..

Per maggiori informazioni visita le seguenti risorse web:
- Sviluppo Piemonte Turismo
- Osservatorio sul Turismo della Regione Piemonte
- Regione Piemonte - Area Turismo

Tratto da: Regione Piemonte, marzo 2009

Torna suTorna su


Le destinazioni. Chi sale, chi scende, chi sorprende

Osservando i numeri assoluti della classifica delle aree forti del turismo piemontese, i primi posti riservano alcune sorprese: balza al comando l’Area Metropolitana torinese, che con 3.302.689 presenze, registra la crescita record del 25,50%, e costituisce uno dei principali motivi di soddisfazione del 2005.
I Laghi (2.858.787 presenze e 800.724 arrivi nel 2005) passano al secondo posto, ma tornano a crescere dopo la lieve flessione del 2004 (+0,48% presenze). In terza posizione, con 1.206.754 presenze e la crescita significativa del 16,40%, si confermano le Montagne Olimpiche, che sono anche la destinazione con il tempo di permanenza più elevato: 4,5 giorni.
Cuneo difende il quarto posto, invertendo la tendenza degli ultimi anni e registrando una crescita sulle presenze del +2,92%; quinta Alessandria, nonostante la lieve flessione dell’1,88%; altro anno da incorniciare per le blasonate Langhe e Roero che passano in sesta posizione con una crescita dell’+11,33%; si conferma al settimo posto Novara, che cresce del 2,40%.
Scivolano in ottava posizione Vercelli e Valsesia che registrano una flessione del 6,65%; al nono posto il Canavese e Valli di Lanzo, con un +2,01%; decima Biella, che dopo la crescita degli ultimi anni perde il 7,74%. Chiudere la classifica Asti, che con un –1,46%, non riesce a superare le 200.000 presenze.

I flussi turistici in Piemonte nel 2005

ATL
Totale Arrivi
% Arrivi
sul totale regionale
Differenza rispetto 2004
Differenza % rispetto 2004
Area Metropolitana di Torino
1.227.292
37,31%
328.57 3
36,56 %
Valle di Susa e Pinerolese
264.246
8,03%
32.128
13,84%
Canavese e Valli di Lanzo
93.076
2,83%
14.366
18,25%
Biella
72.554
2,21%
-1.644
-2,22%
Valsesia e Vercelli
66.324
2,02%
1.509
2,33%
Distretto turistico dei Laghi
800.724
24,34%
- 11.241
-1,38%
Novara
112.987
3,43%
23.816
26,71 %
Langhe e Roero
137.215
4,17%
9.287
7,26%
Cuneo
227.434
9,91%
3.386
1,51%
Alexala
203.504
6,19%
15.869
8,46%
Asti
84.042
2,55%
707
0,85%

 

ATL
Totale
Presenze
% Presenze
sul totale regionale
Differenza
rispetto 2004
Differenza % rispetto 2004
Area Metropolitana
di Torino
3.302.689
32,35%
670.971
25,50%
Valle di Susa e Pinerolese
1.206.754
11,82 %
170.008
16,40 %
Canavese e Valli di Lanzo
274.956
2,69%
5.418
2,01%
Biella
223.877
2,19%
- 18.794
- 7,74%
Valsesia e Vercelli
286.026
2,80%
- 20.361
- 6,65%
Distretto turistico dei Laghi
2.858.787
28,00%
13.710
0,48%
Novara
293.527
2,88%
6.885
2,40%
Langhe e Roero
294.729
2,89%
30.002
11,33%
Cuneo
779.209
7,63%
22.104
2,92%
Alexala
498.918
4,89%
-9.547
- 1,88%
Asti
189.718
1,86%
-2.804
-1,46%

Tratto da: PiemonteInforma, 23 maggio 2006

Torna suTorna su



Aumentano i turisti italiani, boom di turisti stranieri.

Continua a crescere il numero degli italiani incuriositi dal Piemonte olimpico: 5.748.813 presenze nel 2005, pari al 56,31% del totale, contro le 5.309.511 del 2004, corrispondenti al 56,84%, con una crescita assoluta di 439.302 presenze.
Cresce leggermente il numero dei piemontesi che decidono di dormire almeno una notte fuori casa alla scoperta della propria regione (il 25,16% delle presenze italiane), seguiti dai lombardi (23,93%), che balzano al primo posto per quanto riguarda gli arrivi (410.209 arrivi contro i 358.770 piemontesi).
In terza posizione i liguri (7,15%); al quarto posto i laziali con il 6,08% e quinta posizione per la Campania (5,13% del totale).
Buona crescita dei turisti stranieri, che con 4.460.377 presenze costituiscono il 43,69% del movimento complessivo del 2005, con un aumento di 428.290 presenze rispetto ai 4.032.087 del 2004 (43,16%).
Crescono i numeri e si modifica leggermente la classifica di gradimento: al primo posto si confermano i tedeschi, che rappresentano il 9,61% del movimento turistico totale in Piemonte con 981.551 presenze, nonostante un calo del 12,47%; tornano al secondo posto gli inglesi che coprono il 5,21% del totale con 531.647 presenze (+11,45%); seguiti dagli olandesi (4,69% del totale); e dai francesi (4,36%).
Gli americani con 303.099 presenze (2,97% del totale) e una crescita del +53,16% superano gli svizzeri (299.899; 2,94% del totale).
Crescono significativamente anche l’Austria (+43,99%) e la Spagna (+21,03%), e si registra una grande impennata del Giappone (con 69.078 presenze registra una crescita del 53,97%).
Quali sono le mete preferite dai turisti internazionali?
Gli svedesi mettono al primo posto l’area metropolitana di Torino, seguita dal Distretto turistico dei Laghi, che è la meta preferita da tutti gli altri, in particolare dei tedeschi.
Per i francesi al secondo posto c’è Torino, seguita dalle Montagne Olimpiche e da Cuneo; equilibrio invertito per i britannici, che prediligono le settimane bianche in montagna al capoluogo; per gli svizzeri al secondo posto Langhe e Roero; per gli statunitensi a caccia d’arte e musei, Torino.
La capacità ricettiva del Piemonte continua a crescere considerevolmente.
I 4.032 esercizi ricettivi del 2005 rappresentano un aumento del 12,28% rispetto ai 3.591 del 2004. I posti letto messi a disposizione dei turisti sono passati dai 152.195 del 2004 ai 161.883 del 2005, con una crescita del 6,37%.
Se si prende in considerazione il medio periodo, dal 2000 al 2005 la capacità ricettiva del Piemonte è cresciuta del 14,92%.
Continua la crescita per numero di strutture degli hotel a cinque stelle, passati da 4 a 5 a dicembre 2005 (oggi sono 7, con un aumento del 42,85%); i bed and breakfast sono saliti dai 70 del 2000 ai 687 di oggi con un exploit del 881,43% e gli agriturismi dai 294 del 2000 ai 6.421 del 2005 (+2084,01%).
Discorso analogo se guardiamo al numero di posti letto: ancora in forte contrazione nelle strutture modeste ad una e due stelle (-16%), in crescita del 35,8% nei quattro stelle, del 216,6% nei cinque stelle, del 62,3% negli agriturismi e addirittura dell’819,7% nei bed and breakfast, passando dai 239 del 2000 ai 3126 del 2005 (erano 2.198 nel 2004).

Nel favore dei turisti che vengono in Piemonte, nel 2005 cresce maggiormente la scelta del comparto alberghiero, che registra un +9,76%, rispetto al settore extraalberghiero, dove le presenze crescono dell’8,28%.
Quali sono le strutture preferite dai turisti per il loro soggiorno in Piemonte?
Confermano il primo posto indiscusso gli alberghi a 3 stelle (32,5%), seguiti dai 4 e 5 stelle in crescita (21,4%) e dai campeggi ancora in ribasso (14,9%).
Le preferenze poi variano a seconda della provenienza. Gli italiani si confermano estimatori dei 3 stelle (34,65%), ma sono in crescita i 4-5 stelle (17,33%), che staccano i campeggi (11,17%).
I turisti Usa preferiscono nel 54,67% dei casi i comodi 4-5 stelle, ma non disdegnano i 3 stelle (28,74%).
Nonostante il calo generale, i campeggi si confermano le strutture predilette da olandesi (69,4%!) e dai tedeschi (37,93%), che però apprezzano anche gli hotel 3 stelle (27,11%).
Tre stelle ancora primi per i francesi (45,1%), che gettonano anche i 4-5 stelle (26,72%); 4-5 stelle confermano il gradimento dei britannici (42,33%).

La classifica delle Atl piemontesi per presenze turistiche

Classifica 2005
Classifica 2004
Distretto turistico dei Laghi
1
1
Area Metropolitana di Torino
2
2
Valle di Susa e Pinerolese
3
3
Cuneo
4
4
Alexala
5
5
Valsesia e Vercelli
6
8
Novara
7
7
Canavese e Valli di Lanzo
8
9
Langhe e Roero
9
6
Biella
10
10
Asti
11
11

I posti letto in Piemonte

2001
2002
2003
2004
2005
Alberghiero
66.150
67.588
68.732
70.632
73.536
Extraalberghiero
77.833
78.694
79.270
81.563
88.347
Complessivo
143.983
146.282
148.002
152.195
161.883

Tratto da: PiemonteInforma, 23 maggio 2006


Torna su

 


La top twenty delle località turistiche piemontesi

Torino in vetta, Lago da podio
Anche nel 2004 la città di Torino si conferma la capitale del turismo piemontese, sfondando il tetto dei 2 milioni (2.007.898 presenze totali). Ma è il Lago Maggiore ad assicurarsi il bottino più cospicuo, con quattro località nei primi cinque posti (seconda Verbania, terza Stresa, poi Baveno e Cannobio): cittadine lacustri che prese insieme totalizzano ben 1.693.129 presenze.
Seguono, a scendere nella top ten, Sestrière, che supera Novara, settima, Acqui Terme, nuova entrata, Dormelletto, che mantiene la nona piazza e la sorprendente Bardonecchia.

Nuovi equilibri in Montagna
Grazie alla buona stagione estiva del 2004 e all’incremento di turisti stranieri, le capitali della montagna piemontese insidiano le posizioni di testa della classifica. Prima piazza per Sestrière (balzata al 6° posto con 247.255 presenze), seguita da Bardonecchia che guadagna la 10a posizione (150.838).
Scivolone per Sauze d’Oulx, che slitta in 12a con 129.409 presenze (con una perdita di 20.817), e vero e proprio crollo per Limone Piemonte, che esce dalla Top Twenty.
Va tuttavia tenuto conto che la classifica valuta solo la ricettività alberghiera ed extraalberghiera e non considera le seconde case, fondamentali nell’economia turistica e nel movimento di quasi tutte queste località.

Piemonte: toccata senza fuga
Cresce il tempo medio di permanenza in tutta la regione, salendo a 3,25 giorni medi di permanenza.
La località turistica piemontese più «stanziale» - ossia quella dove i turisti si fermano di più - è Vercelli, con 8,56 giorni, seguita dal centro termale di Acqui Terme, con 7,60 giorni. Difende il podio Cannero Riviera, 3a con 6,42 giorni.
Sopra i 5 giorni la 2 permanenza media sulle Montagne Olimpiche: Sauze d’Oulx (5,93), Sestriere (5,56) e Bardonecchia (5,01).
Supera di poco i 3 giorni la permanenza media a Torino, più alta quella sui Laghi, con i 4,59 giorni di Verbania o i 4,45 di Cannobio, con l’eccezione di Stresa in cui la media è abbassata dalla breve durata degli appuntamenti congressuali e convegnistici.

Non solo il cibo attira lo straniero
Nel rapporto di forza fra turisti italiani e stranieri, la località più internazionale del Piemonte si rivela sorprendentemente Cannobio, la cui posizione frontaliera favorisce lo straordinario confronto di 8.291 presenze italiane nel 2004 a fronte di 258.906 stranieri.
In genere tutte le località dei Laghi presentano una forte preponderanza di turisti internazionali rispetto agli italiani: Verbania, Stresa, Baveno, Cannero Riviera, Orta San Giulio. Un fenomeno che si verifica però anche a Sauze d’Oulx, amatissima soprattutto dagli inglesi e nella capitale dell’enogastronomia, Alba (16°), preferita da 60.109 stranieri (soprattutto svizzeri e tedeschi) contro 46.758 italiani, anche se la forbice si è ridotta rispetto al 2003.

Sorprese e outsider
A sorpresa, si collocano fra le località con maggiore movimento turistico due località in provincia di Novara: Dormelletto (mantiene la 9a posizione) e Castelletto sopra Ticino (pur scivolando in 15a), che grazie a grandi campeggi da oltre 2.000 posti garantiscono una valvola di sfogo alla ricettività extraalberghiera al servizio della vicina area dei Laghi. I capoluoghi vedono Torino 1a e Verbania 2a, perdono una posizione Novara (7°) e Cuneo (11°), Biella risale di due (16°), Alessandria di una (17°), tallonata da Vercelli (18°).
Assenti illustri Asti, Ivrea, Pinerolo, Casale Monferrato, Bra, Saluzzo, Mondovì, Novi Ligure e i popolosi Comuni della cintura torinese, eccezion fatta per Moncalieri, new entry al 20° posto.

C’è chi scende, c’è chi sale
Rispetto al 2003, crollano Limone Piemonte e Arona, che escono dalla Top Twenty, perde terreno Sauze d’Oulx con il preoccupante –20.817, Stresa continua a calare (–5.323), toccata dalla crisi del turismo congressuale e d’affari. Lieve calo anche per Cannero Riviera, Alba e Orta San Giulio.
Segno positivo, invece, per Torino, che registra una crescita record di +207.691 presenze, Cannobio, Baveno, Cuneo, Dormelletto e soprattutto per alcune località montane: Bardonecchia con +25.734 e Sestrière con l’ottimo +72.437.

Tratto da: PiemonteInforma, giugno 2005

Torna suTorna su


L’afa riscalda

L’estate non poteva cominciare meglio. Le ultime due settimane di temperature roventi hanno fatto soffrire tutti, ma non gli albergatori, ben consapevoli che, da sempre, qualche giorno di caldo torrido rappresenta la premessa migliore per una stagione turistica con i fiocchi.
Proprio come due anni fa, quando un giugno insopportabile aveva convinto decine di migliaia di famiglie a programmare vacanze last minute, spingendo a livelli record i flussi verso le destinazioni in quota.
Negli ultimi giorni il copione si è puntualmente ripetuto: «In poche ore ho riempito tutto l’hotel fino al 30 luglio» recitava una e-mail inviata la settimana scorsa all’Atl Montagnedoc da un albergatore di Bardonecchia, e la medesima scena — osservano gli operatori — si sta replicando in Valle d’Aosta e nel distretto dei laghi, nel Nord del Piemonte. Morale: l’obiettivo di fine stagione è quello di correggere al rialzo i flussi del 2004.
Termometro a parte, nell’eterogeneo Nord-Ovest del turismo si nascondono, com’è nelle cose, luci e ombre.
Il sole splende anzitutto sulle montagne e sulle città d’arte, pronte, per esempio, ad approfittare degli appuntamenti di Genova 2004 capitale della cultura (715.014 arrivi e 1,533 milioni di presenze, rispettivamente +15,43 e +9,19% sul 2003) o, nel Torinese, del pre-volano olimpico, che nel 2004 ha attirato sotto la Mole 644.087 turisti per 2 milioni di presenze, con un doppio progresso (+7,1 e +14,6 per cento) sull’anno precedente. Più complessa è stata fino ad oggi la situazione tra laghi e distretti rurali, dove si sta pagando il prezzo della crisi tedesca ed è in corso un delicato riposizionamento su nuovi mercati, a partire dal Nord-Europa e fino agli Stati Uniti.
Lo stesso problema, ma in proporzioni più accentuate si è riscontrato in Liguria, dove alla riduzione dei tradizionali flussi provenienti dalla Germania si è unita la flessione di arrivi e presenze degli italiani.
E proprio la crisi del mare ha finito per prevalere e cancellare il trend positivo riscontrato nelle altre parti del Nord-Ovest: negli ultimi quattro anni la macro-area ha fatto i conti con una doppia flessione a livello di presenze, sia tra gli italiani (-3,82%) che tra gli stranieri (-5,30%); unica soddisfazione dagli arrivi dei connazionali (+2,23), mentre da oltreconfine si è registrato un calo dell’1,89 per cento.
A ben guardare la crisi è quasi tutta concentrata in Liguria, dove in un q uadriennio si sono perse quasi 700 mila pernottamenti. E l’estate in corso? Per quanto riguarda il solo mercato domestico, il check up effettuato da Unioncamere e Isnart un paio di settimane fa parlava di 1.130.111 prenotazioni concentrate sul Nord-Ovest per il periodo giugno-settembre, di cui 784.141 in Liguria, 254.648 in Piemonte e 91.322 in Valle d’Aosta.

Ma poi è arrivato il caldo, e in molti casi già si sfiora il tutto esaurito: «Ci prepariamo — racconta Luigi Chiabrera, presidente dell’Atl Montagne doc — a una stagione estiva migliore di quella del 2004, che già aveva confermato i dati lusinghieri del 2003. Si tratta della premessa migliore per l’inverno olimpico, in cui metteremo a disposizione 6mila seconde case».
E Roberta Rossetti, del Centro prenotazioni dell’Atl, conferma che «il caldo dei giorni scorsi ha velocizzato le prenotazioni. Con una curiosità: ormai nelle nostre valli il mese di luglio è quasi più apprezzato di agosto». Buone notizie anche dal distretto piemontese dei laghi («Spagnoli e svedesi—afferma il presidente, Antonio Longo Dorni — stanno iniziando a produrre volumi interessanti e soprattutto per il mese di settembre ci sono buone prospettive), mentre tra Langhe, Monferrato e Roero l’obiettivo è «confermare i flussi del 2004—rilevano al Servizio prenotazioni del Consorzio turistico — Tra le notizie positive, registriamo un aumento della permanenza media e l’arrivo di austriaci, americani e scandinavi. E chi telefona in questi giorni cerca una struttura con piscina ».
Tracce di ottimismo anche in Liguria, dove anche così si cerca di esorcizzare le ultime annate difficili. «Nonostante la crisi — afferma Gianguido D’Amico, commissario dell’Apt del Tigullio — le prenotazioni stanno andando abbastanza bene; gli ospiti nordamericani hanno ormai superato i tedeschi, crescono gli arrivi di australiani. Piuttosto siamo in ansia per gli italiani».
Per il Tigullio l’obiettivo resta quello di confermare i dati del 2004, arginando lo stillicidio degli ultimi tre anni, contrassegnati da un calo dell’1%, lento, ma inesorabile.
Clima analogo a Ponente, dove gli stranieri «ci fanno sperare di migliorare la performance 2004, almeno ad Alassio—rileva il commissario dell’Apt Riviera delle palme, Emanuele Ravina — ogni località ha le sue specificità, ma notiamo un problema comune, legato alla prima settimana di agosto: le prenotazioni spesso latitano e alle strutture non resta che affidarsi ai last minute».

Tratto da: Il Sole 24 Ore - Nord Ovest, 6 Luglio 2005

Torna suTorna su


Un piano strategico per il turismo


Un accurato monitoraggio degli interventi innescati dalla Lr 18/99, un check up sulla qualità alberghiera e un rinnovato entusiasmo nella promozione del brand piemontese, con tutte le sue specificità.
Ha un piede sul freno e l’altro sull’acceleratore il neo-assessore regionale al Turismo, Giuliana Manica, che nei giorni scorsi ha iniziato un viaggio nei diversi distretti turistici per sondare umori e aspettative degli operatori. «Serve un piano strategico generale — precisa — ma anche una serie di sotto-piani per ognuna delle diverse aree. E questo vale sia per il sostegno alle strutture ricettive sia per l’attività di promozione: finché ogni Atl agirà per proprio conto, senza una programmazione strategica di ampio respiro, sarà difficile fare breccia in nuovi mercati. In quest’ottica, la Regione intende riappropriarsi del ruolo di guida politica».
Dopo sei anni d’oro (296 milioni di contributi pubblici per le strutture ricettive, 1,6 miliardi di investimenti complessivi e oltre 12mila camere in più), sembra ormai scontato che la legge 18 (di fatto già bloccata dai nuovi vincoli alla spesa regionale introdotti dalla Legge finanziaria dello Stato) sarà messa da parte, ma questo non significherà automaticamente la riduzione delle risorse regionali al settore: «Si tratterà — assicura l’assessore — di spenderle diversamente, per azioni capaci di presentare il Piemonte come un sistema integrato. Alla voce "promozione" per esempio, il bilancio regionale 2005 prevede una copertura di 6,8 milioni dopo i 45,2 del 2004; servono subito risorse più consistenti, che cercheremo di trovare, almeno in parte, in sede di assestamento».
«Il tempo stringe — avverte Manica —: il volàno olimpico si esaurirà nel 2008, non abbiamo un solo minuto da perdere». Sul versante della promozione, il presidente regionale di Federalberghi, Ovidio Mugnai, concorda sulla necessità di «portare per il mondo un’immagine del Piemonte con tutte le sue ricchezze. Occorre individuare sul breve periodo nuovi mercati, a partire dalla Cina».
Per lo sviluppo della ricettività, invece, formula questa proposta: «Conclusa la parentesi della legge 18 —dice Mugnai — convochiamo un tavolo congiunto tra Regione, banche, Finpiemonte e albergatori, con l’obiettivo di favorire l’erogazione di mutui a scadenza trentennale. In altri Paesi è ormai una pratica diffusa, e anche per la nostra realtà potrebbe diventare uno strumento utile per favorire lo sviluppo di una ricettività di qualità». «Le strade possibili sono molte — replica Manica — e non possiamo permetterci errori. Del problema si occuperà un apposito gruppo di studio».

Tratto da: Il Sole 24 Ore - Nord Ovest, 6 Luglio 2005

Torna suTorna su

Torna su

Barra di navigazioneTorna alla home pageChi SiamoCreditsNote LegaliPartnersContattiMappa del sito