| _Lavoro
e scuola, le nuove regole _:Quali sono le cose che è importante
.. sapere sulla nuova scuola? _:La
riforma dei cicli scolastici è in atto; .. vuoi
capire cosa e' cambiato? _:Il lavoro cambia, come? _:Cosa
comporta la riforma del mercato del lavoro per i giovani? _:Come
funziona il nuovo apprendistato ..
professionalizzante? _:Esistono
già applicazioni concrete di apprendistato ..
professionalizzante in Piemonte?
_Quali sono le cose che è importante sapere sulla nuova scuola?
Sei ancora confuso sui nuovi ordinamenti della scuola e non hai ancora
chiari termini come obbligo formativo, apprendistato, alternanza scuola lavoro
e formazione superiore? Se vuoi:
capire com'é organizzato il secondo ciclo
valutare
le scelte possibili per proseguire gli studi
avere informazioni pratiche
sapere come funziona l'esame di Stato Clicca
qui e ti troverai nella pagina dedicata alla scuola secondaria superiore del
portale JobTel, dove sono raccolte le informazioni su queste e tutte le altre
questioni della riforma. Se invece vuoi contattare direttamente la scuola
che frequenti o vorresti frequentare clicca
qui, verrai connesso alla pagina scuole online della Provincia di Cuneo.
Se le tue necessità sono più specifiche e vuoi maggiori dettagli su:
alternanza
scuola lavoro
formazione professionale
sistema
dei licei scegli il link e consulta le pagine del nostro
sito dedicate a questi argomenti. Torna
su _La
riforma dei cicli scolastici è in atto; vuoi capire cosa è cambiato? La
riforma dei cicli scolastici è una della novità della scuola. I cicli, cioè
i periodi di studio in cui è divisa la scuola, sono due. Il primo comprende
cinque anni di elementari e tre di medie e finisce con l'esame di Stato.
Al termine del primo ciclo hai due possibilità: il sistema licei o il sistema
dell'istruzione e formazione professionale. Entrambi completano il secondo
ciclo di istruzione. I licei comprendono otto indirizzi:
artistico
classico
delle scienze
umane economico
linguistico
musicale
scientifico
tecnologico.
Lo studio nei licei è organizzato in due bienni, più un quinto
anno di approfondimento e di orientamento. Il ciclo si chiude con l'esame
di Stato, titolo necessario per l'accesso all'università. Per chi sceglie
invece il canale della formazione professionale sono previsti almeno tre anni
di frequenza per conseguire una qualifica di base e assolvere l'obbligo formativo.
Ma puoi proseguire gli studi anche con la formazione professionale: con quattro
anni ottieni un ulteriore qualifica e puoi iscriverti ai corsi di formazione tecnica
supeiore (Ifts). Con un ulteriore anno integrativo (cioè in tutto 5 anni,
proprio come al liceo) e il superamento dell'esame di Stato puoi andare all'università.
Pensi che studiare non faccia per te? Tieni conto che, a partire dai 15 anni,
qualunque sia la tua scelta (liceo o fromazione professionale) puoi continuare
gli studi alternando periodi di frequenza a scuola a periodi di tirocinio presso
aziende o enti pubblici. E' un primo contatto con il mondo del lavoro, che
ti servirà quando dovrai cercarne uno vero. Per approfondire la conoscenza
di com'è organizzata la scuola superiore clicca
qui e scarica lo schema dei nuovi cicli scolastici. Torna
su _Il lavoro
cambia, come? La Riforma Biagi interviene sul collocamento, aprendo
anche ai privati l'accesso alla gestione di questo servizio: in particolare, le
nuove agenzie per il lavoro affiancheranno i Centri per l'impiego. Inoltre sarà
attivata la Borsa continua nazionale del lavoro, che permetterà di utilizzare
il web come supporto alla mediazione tra domanda e offerta di lavoro. La
legge Biagi infine introduce nuovi contratti (job sharing, staff leasing, lavoro
accessorio ecc...) e cambia le regole di quelli già esistenti. Stai
muovendo i primi passi nel mondo del lavoro? Allora è molto importante per te
conoscere le nuove regole del lavoro. Clicca
qui. Torna su _Cosa
comporta la riforma del mercato del lavoro per i giovani? Nella
legge Biagi c'è una forte attenzione verso i giovani e il loro inserimento nel
mondo del lavoro. Il contratto di apprendistato è stato rinnovato proprio per
rispondere alle diverse esigenze dei giovani. Le nuove regole dell'apprendistato
definiscono infatti 3 tipologie di contratto:
l'apprendistato per l'espletamento del diritto-dovere di istruzione e
formazione: si rivolge ai giovani fra i 15 e i 18 anni e consente di assolvere
l'obbligo formativo e conseguire una qulifica di base
l'apprendistato professionalizzante: per giovani tra i 18
e 29, consente di conseguire ulteriori qualifiche
l'apprendistato per l'aquisizione di un diploma e per percorsi di alta
formazione: rivolto ai giovani tra i 18 e i 29 anni, allo scopo di conseguire
un titolo di livello secondario, universitario o di alta formazione.
Questi contratti sono la traduzione pratica dell'alternanza scuola lavoro voluta
dalla Riforma Moratti. Lavorando si potrà conseguire, non solo la qualifica,
ma anche il diploma o un titolo universitario. Altra novità importante per i giovani
sono i contratti di inserimento. Se invece vuoi affacciarti al mondo del
lavoro mentre continui i tuoi studi, ci sono i tirocini. Sempre a sostegno
dell'alternanza scuola lavoro, la riforma Biagi ha introdotto i tirocini estivi
di orientamento. Si fanno durante le vacanze estive e durano al massimo tre mesi.
Puoi anche usufruire di una borsa di studio di 600 euro al mese. Se sei interessato,
puoi chiedere informazioni ai Centri per l'impiego, clicca
qui Torna su _Come
funziona il nuovo apprendistato professionalizzante? L'apprendistato
professionalizzante è una delle tre nuove tipologie di apprendistato introdotte
dalla riforma Biagi. Si rivolge ai giovani tra i 18 e i 29 anni e consente
di ottenere una qualifica professionale attraverso una formazione sul lavoro e
un numero minimo di ore di formazione esterna all'azienda. In Piemonte l'apprendistato
professionalizzante potrà essere utilizzato in via sperimentale grazie ad un accordo
sottoscritto da Regione e parti sociali. L'accordo stabilisce che il contratto
di apprendistato si svolgerà secondo un "piano formativo individuale", individuato
cioè per ciascun apprendista, dove saranno indicate le attività di formazione
formale e non formale, e individuati gli obiettivi formativi. La formazione
formale, cioè quella finalizzata ad acquisire competenze di base, trasversali
e tecnico- professionali, avrà una durata annua di almeno 120 ore, e potrà essere
effettuata non solo in strutture accreditate esterne all'azienda ma anche all'interno
dell'azienda stessa, se quest'ultima presenta i requisiti necessari. Con
la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della circolare 2/2006 del Ministero
del Welfare èil nuovo apprendistato professionalizzante è pienamente operativo.
La circolare precisa che il contratto di alto apprendistato è caratterizzato per
il suo contenuto formativo, che "dovrà avvenire secondo le modalità dell'alternanza",
valorizzando l'apporto dei diversi soggetti formativi coinvolti per realizzare
un percorso di apprendimento unitario. L'apprendistato professionalizzante
può durare da 2 a 6 anni, in base a quanto stabilito dalla contrattazione collettiva.
È possibile sommare i periodi di apprendistato svolti nell'ambito del diritto-dovere
di istruzione e formazione con quelli dell'apprendistato professionalizzante.
La durata dell'apprendistato per l'acquisizione di un diploma o per percorsi di
alta formazione deve essere stabilita, per i soli profili che riguardano la formazione,
dalle Regioni in accordo con le parti sociali e le istituzioni formative coinvolte
Se vuoi sapere in dettaglio come funzionerà il nuovo apprendistato clicca
qui. Torna su _Esistono
già applicazioni concrete diapprendistato professionalizzante in Piemonte? Certamente,
nel settore bancario. Con una delibera adottata il 27 settembre 2005 dalla
Giunta regionale del Piemonte, è stato recepito l'accordo nazionale del 23 giugno
2005 firmato, a livello nazionale, dall'Abi
(Associazione bancaria italiana) e dai sindacati per l'utilizzo da parte delle
banche dell'apprendistato professionalizzante introdotto dalla legge Biagi. Il
sistema bancario piemontese si impegna così per favorire l'inserimento di giovani
dai 18 ai 29 anni nel mondo del lavoro offrendo l'opportunità di un percorso professionale
qualificato e moderno, in linea con la migliore organizzazione delle aziende del
settore. I profili professionali individuati nelle intese nazionali e quindi
sottoscritti dalla Regione Piemonte sono: Area commerciale
Addetto
operativo Svolge, nell'ambito delle strutture bancarie in cui è inserito,
attività operative, contabili e di supporto commerciale affidate. Coerentemente
con le direttive aziendali, contribuisce a garantire la qualità del servizio alla
clientela.
Addetto all'attività commerciale Svolge attività di gestione della
clientela in base alle linee e agli obiettivi delle politiche commerciali dell'azienda
in cui lavora.
Operatore di banca telefonica Accoglie ed evade, tramite il
canale telefonico, le richieste e le disposizione della clientela, in considerazione
anche delle indicazione ricevute da altri uffici e strutture. Promuove servizi
e prodotti e contribuisce alla qualità del servizio alla clientela.
Assistente operativo clientela imprese Svolge attività operative/amministrative
riferite alle imprese e conosce il contesto di riferimento dell'impresa/cliente.
Assistente
operativo private Svolge attività operative e contabili che gli sono affidate,
contribuendo al corretto funzionamento delle procedure amministrative della struttura
di appartenenza. Area di staff
Addetto all'attività
di supporto alla gestione dell'azienda Svolge attività prevalentemente
operative in strutture centrali collegate alla gestione dell'istituto bancario
(risorse umane, legale, bilancio, marketing, controllo ecc..).
Addetto all'attività di supporto aree specialistiche di business
Svolge attività prevalentemente operative in strutture centrali della banca collegate
al business creditizio/finanziario come, ad esempio, crediti, finanza ecc…
Area supporto esecutivo
Addetto ad attività amministrative e/o contabili Svolge le attività
operative contabili affidate, contribuendo al buon funzionamento procedurale e
amministrativo della struttura di appartenenza.
Addetto di attività informatiche e/o telecomunicazione Svolge
attività connesse all'elaborazione di dati, al funzionamento, all'assistenza e
alla manutenzione di sistemi informatici e di telecomunicazione adottati dall'istituto
bancario. In tutto, nove figure professionali di ingresso
che non escludono la possibilità di rivolgersi anche ai laureati, sfatando nei
fatti la convinzione che l'apprendistato sia rivolto a fasce di lavoro scarsamente
qualificate. Le imprese del credito assicureranno agli apprendisti una formazione
ampia e approfondita, articolata in 480 ore distribuite in quattro anni. L'accordo
nazionale del 23 giugno 2005 prevede per ciascun profilo formativo un percorso
formativo che comprende una formazione trasversale, comune a tutti i profili,
e una formazione specialistica differenziata per famiglie professionali di appartenenza
e attività. Nel dettaglio, per quanto riguarda la formazione trasversale,
le competenze di base sviluppate sono: Competenze relazionali
saper valutare
le competenze e le e risorse personali, anche in relazione al lavoro e al ruolo
professionale
saper comunicare efficacemente nel contesto di lavoro
saper analizzare e risolvere situazioni problematiche
saper definire la propria collocazione nell'ambito della struttura organizzativa.
Competenze in materia di organizzazione ed economica
conoscere i principi
e le modalità di organizzazione del lavoro d'impresa
conoscere i principali elementi economici e commerciali d'impresa
conoscere le
condizioni e i fattori di redditività dell'impresa
conoscere il contesto di riferimento dell'impresa (forniture, reti, mercato
ecc…). Competenze riguardanti la disciplina del rapporto
di lavoro
conoscere le linee fondamentali di disciplina legislativa
conoscere i diritti/doveri dei lavoratori
conoscere gli elementi che compongono la retribuzione e il costo del lavoro.
Competenze in materia di sicurezza del lavoro
conoscere
gli aspetti normativi e organizzativi generali, relativi alla sicurezza sul lavoro
conoscere i principali
fattori di rischio
conoscere e saper individuare le misure di prevenzione e protezione.
Le imprese del settore bancario saranno attrezzate per assicurare questa formazione
tramite le proprie strutture, senza ricorrere a risorse della Regione e utilizzando
le più moderne tecniche, sia in aula che con modalità e-learning ed on the job.
Le possibilità di un lavoro stabile sono buone. È infatti prevedibile che
al termine del periodo di apprendistato sarà elevato il numero degli apprendisti
confermato in servizio: bisogna considerare che per le imprese si tratta di un
importante investimento in capitale umano del quale, una volta formato e preparato,
non vorranno presumibilmente privarsi. Un investimento, dunque, sia per l'azienda
che per il lavoratore che acquisisce formazione qualificata e competenze preziose,
maturate all'interno dell'azienda. Torna
su |