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Sei nel percorso Imprenditori della Provincia di Cuneo

_Diventare imprenditori

_:Fare impresa: ma cosa significa esattamente?

_:Imprenditore o lavoratore autonomo,
.. che differenza c'è?

_:Mettersi in proprio: quali i pro e quali i contro?

_:Gli errori tipici di chi inizia: come li posso evitare?

_:Potrei essere un buon imprenditore?

_:Vorrei un'attività in proprio, ma non ho idee: cosa posso fare?

_:Quanto conta la motivazione?

_:Quanti soldi servono?

_:Quando l'impresa c'è già, come avviene il passaggio da una generazione all'altra?



_Fare impresa: ma cosa significa esattamente?

Fare impresa significa progettare, organizzare e realizzare in piena autonomia il proprio lavoro. Significa avere un'idea e trasformarla in un progetto imprenditoriale.
Vuol dire mettersi in gioco, un gioco le cui regole sono dettate dal mercato, operare secondo queste regole, rispettare scadenze e impegni. Ti senti pronto a raccogliere la sfida?
Le difficoltà non mancano e i rischi (economici) possono essere elevati, ma la determinazione, una buona dose di ottimismo e l'umiltà di imparare il difficile mestiere dell'imprenditore costituiscono un buon punto di partenza.

Se sei motivato e vuoi saperne di più, prosegui la lettura di questo percorso; se hai già le idee chiare e vuoi sapere come attivarti clicca qui.
Qui
sei ha bisogno di consulenza specifica: troverai gli indirizzi e gli orari degli Sportelli per la creazione d'impresa della Provincia di Cuneo.

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_Imprenditore o lavoratore autonomo,
che differenza c'è?

Mettersi in proprio è un'espressione generica che si riferisce a tutte le attività di lavoro non dipendente. Comprende cioè sia l'attività imprenditoriale che ogni forma di lavoro "non subordinata". Ma che cosa differenzia il lavoratore autonomo dall'imprenditore?
Secondo il Codice civile (art. 2222 - contratto d'opera) il lavoratore autonomo è colui che effettua, dietro corrispettivo, una prestazione d'opera o di un servizio nei confronti del committente, in maniera autonoma e con mezzi propri.
Secondo la normativa fiscale, le attività autonome possono essere svolte principalmente in tre modi:

esercizio di arti o professioni
collaborazione coordinata e continuativa
lavoro autonomo occasionale.

L'attività di impresa viene definita, dal punto di vista normativo, attraverso la nozione di imprenditore (art. 2082 del Codice civile): "E' imprenditore chi esercita professionalmente un'attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi".
In base a questa definizione risulta chiaro che, affinché si possa parlare di "impresa", devono ricorrere le seguenti condizioni: l'esercizio di un'attività economica diretta alla produzione o alla scambio di beni o servizi, l'organizzazione dell'attività e la professionalità.

Se vuoi approfondire l'argomento leggi la scheda sul lavoro in proprio predisposta dalla Provincia di Cuneo.

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_Mettersi in proprio:
quali i pro e quali i contro?

L'Italia è ancora un Paese di imprenditori. Secondo i dati delle Camere di commercio mille attività nascono ogni giorno.
Ma che cosa ci spinge a metterci in proprio? Quali sono i vantaggi, veri o presunti?
Sicuramente ai primi posti c'è il desiderio di autonomia: gestire il proprio tempo e il proprio lavoro "senza dover rendere conto a nessuno", prendere le decisioni e assumersene la responsabilità.
Attenzione però: mettersi in proprio non significa niente vincoli e piena libertà di azione.
Le regole del gioco le detta il mercato: i gusti, i bisogni e le "tasche" della nostri clienti possono esprimere un giudizio molto più carico di conseguenze della sfuriata del capo più intransigente!
Per la stessa ragione un altro mito in parte da sfatare è che le idee originali sono sempre vincenti: più che originale un'idea imprenditoriale deve essere solida, perché fondata su ricerche e indagini di mercato che ne mostrino la fattibilità e la capacità di incontrare l'interesse del pubblico, e insieme flessibile, cioè in grado di "aggiustarsi" adattandosi alle nuove tendenze.

Vuoi saperne di più? Leggi le schede di JobTel per chi vuole mettersi in proprio.

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_Gli errori tipici di chi inizia:
come li posso evitare?

Se è vero che mille nuove imprese nascono ogni giorno è anche vero che il 30% di queste è destinato a fallire. Perché?
Troppo spesso chi avvia una nuova attività commette errori che, seppur ingenui, possono rivelarsi fatali.
Ecco un elenco sintetico dei più comuni:

innamorarsi di un'idea: convincersi che avrà successo senza verificarne oggettivamente fattibilità, limiti e margini di profitto: un vero suicidio imprenditoriale!

ignorare il proprio budget: la mancanza di capitali o la loro sbagliata gestione possono portare rapidamente al fallimento. Nel primo anno di vita, l'obiettivo è soprattutto tenere in piedi l'azienda. Per non essere soffocato dai costi, non trascurare i tempi di pagamento e monitora costantemente la liquidità di cassa.

essere rigidi: occorre essere elastici, per adeguarsi velocemente alle richieste del mercato. A volte dovrai procedere per tentativi, aggiustando man mano il tiro in base alle risposte del pubblico.

essere troppo ottimisti: questo porta a sottovalutare i rischi (soprattutto economici) e a trovarsi presto nei guai! L'ottimismo è una buona cosa, ma non farti prendere la mano!

trascurare i collaboratori: i più bravi e competenti hanno bisogno di essere motivati. Se non sarai in grado di riconoscere i loro meriti e dimostrare la tua fiducia rischi di perderli. E sostituirli non sarà facile!

trascurare i clienti: un cliente perso è perso per sempre. Trascurarlo o, al contrario, stressarlo perché si decida a comprare è controproducente. Il cliente deve sentirsi libero di prendersi tutto il tempo che desidera. Ma se ha bisogno di consigli tu devi essere lì per ascoltarlo e "coccolarlo".

lavorare troppo: trascurare gli affetti e azzerare il tempo libero non ti renderà di certo più produttivo ed efficiente. Al contrario il troppo lavoro logora e peggiora le tue capacità di concentrazione.

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_Potrei essere un buon imprenditore?

Sei creativo, tenace, ottimista, flessibile, innovativo, dotato di una forte personalità ma aperto agli altri? In realtà, a volte si esagera nel considerare l'imprenditore una specie di "superman" dotato di capacità sovrumane.
Certo è che le sole competenze tecniche non sono sufficienti per garantire il successo di un'impresa. Accanto a queste, fondamentale è la motivazione, che consente di investire tempo ed energie senza lasciarsi abbattere dalle prime difficoltà.
La tanto decantata propensione al rischio è anch'essa una caratteristica importante, anche se va un po' ridimensionata: fare impresa non significa giocare d'azzardo!
La fortuna ha un suo ruolo, ma un buon imprenditore i rischi deve saperli calcolare.
Molto importante è anche la capacità di autocritica: conoscere i propri limiti e le proprie debolezze e saper delegare agli altri quello che non si è in grado di fare da soli.

Vuoi "formarti" per diventare imprenditore?
Clicca qui
: JobTel ha selezionato per te, corsi master, indirizzi, informazioni e consigli per aiutarti a fare impresa.

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_Vorrei un'attività in proprio, ma non ho idee: cosa posso fare?

Anzitutto, puoi proseguire la lettura di questo percorso. Troverai informazioni utili e consigli per evitare gli errori più comuni, scrivere il tuo business plan, sapere quanti soldi servono per cominciare e di quali agevolazioni puoi usufruire.
Poi, puoi chiedere consulenza agli Sportelli per la creazione d'impresa della Provincia di Cuneo: clicca qui per sapere dove sono e quali servizi offrono. Infine, per quanto la tua idea sia originale, dovrai sempre tener conto del territorio in cui vuoi far nascere la tua attività.

Per avere una bussola sempre aggiornata su imprese e mercato del lavoro in Provincia di Cuneo, clicca qui.

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_Quanto conta la motivazione?

Moltissimo, anche se sarebbe più corretto parlarne al plurale.
Le motivazioni che spingono a mettersi in proprio, infatti, possono essere le più diverse: crearsi un'opportunità di lavoro, migliorare la propria situazione professionale, trasformare un hobby in un'opportunità di guadagno, realizzare il proprio sogno nel cassetto ecc...
Ogni imprenditore ha la sua, e spesso anche più di una. E' importante, però, analizzarle attentamente perché potrebbero essere messe a dura prova. Facciamo un esempio. Ti piace cucinare e pensi di essere bravo, Magari stai valutando di aprire o rilevare una piccola attività.
Ma ha mai pensato che questo vuol dire anche pagare i fornitori, far quadrare i conti, assumere e gestire dei dipendenti, rapportarsi con i clienti, non avere (almeno all'inizio) praticamente tempo libero, investire molto denaro senza la garanzia di uno stipendio fisso?

Pensi di farcela? Allora scarica il Chile-book di JobTel dedicato agli aspiranti imprenditori:una guida pratica sui 10 passi ideali per fare impresa.

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_Quanti soldi servono?

Dipende dal tipo di attività. Sicuramente bisogna disporre di una quota di capitale proprio (o prestato da parenti e amici). Per i soldi che mancano esistono diverse forme di finanziamento.
I finanziamenti possono essere pubblici, cioè erogati attraverso bandi nazionali, locali ma anche europei. Si tratta di finanziamenti regolamentati da norme precise che supportano l'avvio di impresa da parte di determinate categorie di persone (es: giovani, donne, disoccupati) oppure in determinati settori economici, tramite finanziamenti a fondo perduto o prestiti agevolati.
Oltre ai finanziamenti pubblici esistono quelli privati, erogati per esempio dagli istituti bancari.
In ogni caso è necessario conoscere esattamente vincoli, tempi che dovrai rispettare e gli eventuali tassi di interesse.

Per capire a quali agevolazioni puoi accedere e come fare per presentare la domanda rivolgiti ai consulenti degli Sportelli per la creazione d'impresa della Provincia di Cuneo.

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_Quando l'impresa c'è già, come avviene il passaggio da una generazione all'altra?

In Italia, la maggioranza delle imprese è a conduzione familiare (del resto l'85% delle aziende è costituito da Pmi), e solo il 30% arriva alla seconda generazione.
La questione della successione d'impresa, quindi, è particolarmente delicata. Per chi ha fondato e, magari, portato al successo un'azienda, è difficile decidere a chi passare il testimone.
Ci sono in gioco forti interessi, come la suddivisione del patrimonio societario tra figli, nipoti, mogli ecc... E se gli eredi non ci sono, o non sono interessati a proseguire l'attività di famiglia, occorre rivolgersi ad un acquirente esterno.
La successione d'impresa risulta, in quest'ultimo caso, particolarmente delicata. Occorre infatti assicurare non solo la cessione della ragione sociale e dei beni strumentali, ma anche, e soprattutto, del patrimonio di conoscenze e professionalità che l'imprenditore accumula nell'arco della sua vita lavorativa.

A questo scopo, la Camera di commercio di Cuneo ha attivato un servizio specifico.
L'obiettivo è duplice: conservare il patrimonio delle aziende, in particolare quelle legate alla tradizione storica e culturale del territorio, e dare un'opportunità a chi vuole intraprendere un'attività imprenditoriale.
Il servizio Successione d'impresa comprende una banca dati dove sono state raccolte le schede dei "cedenti" e dei potenziali "acquirenti".
Clicca qui per avere maggiori informazioni sul servizio o contattare il personale che lo gestisce. Qui se vuoi consultare la banca dati.

È possibile rivolgersi anche agli Sportelli creazione di impresa della Provincia di Cuneo nel caso di ricambio generazionale nell'artigianato (trasmissione parentale di impresa artigiana da padre/madre a figlio/a) laddove si riflettono le specializzazioni storiche dei prodotti.

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